Associazione Italiana Caccia e Pesca ITALCACCIA-ITALCACCIA ASSOCIAZIONE ITALIANA CACCIA E PESCA

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TOSCANA: Caccia chiusa: «La Regione getta la spugna, uno “schiaffo” ai cacciatori. Pronti ad andare in tribunale»

GROSSETO – «E così, dopo quasi un mese dall’Ordinanza del Consiglio di Stato sul Calendario Venatorio Toscano, l’Assessorato e la maggioranza di governo della Regione hanno “gettato la spugna”. Con un comunicato laconico e notarile, ieri sera sembra essersi conclusa una fase nella quale, come da noi più volte sostenuto, la Regione Toscana avrebbe potuto e dovuto superare gli esiti di questa ingiustificabile sentenza con il coraggio
e l’autorevolezza che le compete» a dirlo, in una nota, è Federcaccia Grosseto.

«A noi e a tutti i cacciatori – prosegue la nota – non bastano certo gli attestati di solidarietà che l’ Assessore si è sentito in dovere di rappresentare, ne tantomeno saremo disposti ad assistere al solito “scaricabarile” sulle responsabilità. Non vi è dubbio che la sospensiva e la chiusura anticipata alle specie (Beccaccia, Colombaccio, Merlo, Corvidi e Anatidi) non è frutto di una volontà della Regione Toscana; ciò non toglie però il fatto che in questo lungo lasso di tempo la stessa non abbia fatto quanto necessario per giungere ad una soluzione positiva del problema».

«Il mancato parere dell’ Ispra non può essere considerato il “parafulmine” della situazione – sottolinea Federcaccia – ne è possibile accettare le motivazioni di un diniego e di una mancanza da parte di un organo dello Stato e del Ministero, che per legge deve fornire pareri, che si è pensato di superare maldestramente con una tardiva, quanto inutile riunione organizzata a tempo scaduto. Il parere Ispra in realtà era già in precedenza stato fornito per la stesura del Calendario Venatorio. Un parere che non è stato intaccato dall’ ordinanza del Consiglio di Stato e che sarebbe stato nuovamente necessario solo per motivare una eventuale estensione dei tempi di caccia al 10 di febbraio; non per riconfermare i tempi stabiliti dal Calendario. E così, anziché procedere speditamente per l’approvazione di una Delibera risolutiva o su una eventuale modifica di Legge, si è continuato a proseguire su una strada senza sfondo».

«Le scelte possibili da intraprendere sotto il profilo legislativo ed amministrativo erano e rimangono la via maestra che purtroppo non è stata perseguita – dice ancora la nota – per questo, ci troviamo costretti a dover registrare una grave sconfitta non solo per i cacciatori, ma soprattutto per la politica e la credibilità di tanti suoi esponenti. Una ferita che può essere risanata solamente con il coraggio e con gli atti necessari che anche oggi, qualora si volesse, il Consiglio Regionale potrebbe intraprendere. Inoltre, rimangono da chiarire gli effetti che si determineranno per la caccia nelle ZPS ed in altre aree dove non si è svolta la preapertura. Una precisazione urgente quanto inderogabile che la Confederazione Cacciatori Toscani torna a chiedere con forza alla Regione al fine di tutelare i cacciatori che svolgono l’attività venatoria in tali zone».

«Per quanto ci riguarda – conclude Federcaccia -continueremo a resistere e rafforzare la battaglia futura sia nelle sedi di giudizio (TAR), sia per le proposte che dovremo formulare per il prossimo Calendario Venatorio, consapevoli che lo strappo che si è venuto a creare con la politica e la credibilità delle Istituzioni, caratterizzerà il nostro futuro atteggiamento. Lo “schiaffo” ricevuto dai cacciatori, non prevede che si porga l’altra guancia. Ad ognuno le proprie responsabilità».

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Raid di ambientalisti contro i cacciatori 

FUCECCHIO. «Siamo venuti a conoscenza che alcuni cacciatori, nel Padule di Fucecchio, sono stati oggetto di un’azione intimidatoria da parte di soggetti incappucciati, i quali hanno liberato gli uccelli in gabbia che fungono da richiamo». La denuncia pubblica arriva dal consigliere regionale della Lega, Roberto Salvini. Secondo cui «i cacciatori pagano regolarmente le tasse governative per poter praticare la propria attività venatoria ed è inaccettabile che vengano presi di mira. Ho deciso di predisporre un’interrogazione». L’episodio reso noto da Salvini trova riscontro nel racconti di esponenti del mondo venatorio e (parzialmente) nei controlli dei carabinieri. I fatti sarebbero stati due, avvenuti domenica nella zona della Fattoria Settepassi, in comune di Ponte Buggianese, ai margini del cratere palustre. In un caso (quello in cui hanno svolto accertamenti i carabinieri) quattro sconosciuti, che indossavano giubbotti luce-rifrangenti (ma non erano incappucciati), hanno liberato alcuni uccelli da richiamo che un cacciatore aveva portato al capanno. Gli aggressori si sarebbero qualificati come appartenenti a un gruppo di protezione della fauna selvatica. I carabinieri hanno convocato in caserma alcune persone presumibilmente informate sui fatti, ma a ieri non risultava alcuna denuncia.

I cacciatori raccontano però di un altro episodio che si sarebbe verificato. Un gruppo stavolta più folto (una quindicina di persone), che indossava sempre i soliti giubbotti, avrebbe interrotto l’attività venatoria di due persone, insultandoli pesantemente.

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Il Coordinamento Associazioni Venatorie della Provincia di Salerno, chiede alla Regione Campania una proroga ai termini di chiusura per la caccia al cinghiale.

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Incidente con cinghiale Regione condannata a risarcire...!!!

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