Veneto: Calendario Venatorio 2026/2027

Bond: “Equilibrio tra caccia e tutela della fauna”

Articolo – La Giunta regionale del Veneto ha approvato il calendario venatorio 2026-2027, definendo in anticipo rispetto alle scadenze previste il quadro normativo che disciplinerà la prossima stagione di caccia sul territorio regionale. Un provvedimento che, secondo la Regione, nasce da un percorso tecnico e scientifico condiviso con gli organismi competenti, con l’obiettivo dichiarato di bilanciare l’attività venatoria con la tutela della fauna selvatica.

A darne comunicazione è l’assessore regionale alla caccia Dario Bond, che sottolinea il lavoro di confronto con gli enti preposti. «La Regione del Veneto ha lavorato con grande attenzione e responsabilità nella definizione del calendario venatorio 2026-2027 in accordo con Ispra e con il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale (Ctfvn), con l’obiettivo di perseguire un equilibrio tra l’esercizio dell’attività venatoria e la tutela del patrimonio faunistico del territorio regionale. Il confronto tecnico-scientifico con gli organismi competenti è stato costante e ha consentito di costruire un calendario fondato su dati aggiornati, analisi quantitative e monitoraggi puntuali dei prelievi».

Il calendario è stato adottato ai sensi dell’articolo 16 della legge regionale 50/1993, dopo l’acquisizione dei pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale (Ctfvn). Il provvedimento definisce nel dettaglio le specie cacciabili, i periodi di prelievo, il numero delle giornate settimanali consentite, i carnieri giornalieri e stagionali e gli orari di esercizio dell’attività venatoria.

Secondo quanto evidenziato dalla Regione, l’impostazione del calendario prosegue una linea già adottata nelle stagioni precedenti, orientata a ridurre i contenziosi attraverso una valutazione più puntuale dell’impatto del prelievo sulle singole specie, basata su analisi tecniche e dati scientifici.

Tra le misure indicate come conformi al parere Ispra figurano l’assenza della preapertura al colombaccio, scelta che consente di mantenere la chiusura della stagione venatoria al 31 gennaio anziché al 20 gennaio, e la chiusura della stagione per il tordo bottaccio al 10 gennaio. Previsto inoltre il dimezzamento del carniere dell’allodola, fissato a 5 capi giornalieri e 25 stagionali per cacciatore, così come la chiusura del prelievo della beccaccia al 10 gennaio.

Il calendario include anche l’inserimento delle specie moriglione, moretta e pavoncella, in linea con le indicazioni Ispra e i relativi piani di gestione nazionali. Per gli acquatici viene confermata la chiusura della stagione al 31 gennaio 2027, con l’eccezione di germano reale, canapiglia e gallinella d’acqua, per i quali la chiusura è fissata al 20 gennaio. Confermata inoltre la chiusura al 31 gennaio 2027 per cesena e tordo sassello, mentre restano previste giornate integrative di caccia nei mesi di ottobre e novembre limitatamente alla migratoria.

«Il lavoro svolto dimostra la volontà della Regione di coniugare tradizione venatoria, sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità. Le decisioni assunte sono il risultato di approfondimenti tecnici e scientifici che tengono conto delle peculiarità del territorio veneto e dell’esigenza di garantire una gestione responsabile della fauna selvatica, nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee», conclude Bond.

Per la prima volta, sottolinea infine la Regione, il calendario venatorio 2026-2027 sarà pubblicato con largo anticipo rispetto ai termini ordinari previsti dalla normativa di settore.

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