Abruzzo: Calendario Venatorio 2026/2027
Torna l’apertura generale a settembre, dopo anni di calendari restrittivi, finalmente si vedono dei piccoli miglioramenti, soprattutto sull’apertura e sui valichi montani. Restano però numerose limitazioni, in particolare nei siti Natura 2000 e nelle aree frequentate dall’Orso bruno marsicano.
Articolo – Lo scorso 9 giugno la Giunta regionale dell’Abruzzo ha approvato il calendario venatorio 2026/2027. Anche quest’anno la Regione è riuscita a rispettare il termine del 15 giugno, confermando il miglioramento registrato nella scorsa stagione dopo diversi anni di approvazioni arrivate soltanto nel mese di agosto. Questa volta, però, le novità non riguardano soltanto i tempi. Dopo anni di calendari particolarmente restrittivi, la Giunta ha finalmente recuperato l’apertura alla terza domenica di settembre per alcune delle principali specie cacciabili. Dal 20 settembre sarà infatti possibile cacciare Quaglia, Fagiano, Starna e Colombaccio. È stato anticipato anche il periodo di allenamento dei cani, che potrà iniziare il 22 agosto, mentre cambiano le regole per i valichi montati: dopo l’aggiornamento della normativa nazionale, la Regione ha rinviato al futuro decreto del MASE la loro eventuale individuazione e regolamentazione.
Nonostante questi miglioramenti, il calendario abruzzese resta comunque caratterizzato da numerose limitazioni. Restano vietati il prelievo di Moriglione e Pavoncella (ormai cacciabili in varie regioni grazie ai piani di gestione nazionali) oltre a Tortora e Combattente, mentre per diverse specie sono previste chiusure anticipate e restrizioni territoriali, soprattutto nelle numerose ZPS, ZSC, nelle zone di presenza dell’Orso bruno marsicano e nelle aree collegate al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Nel complesso, il calendario 2026/2027 dell’Abruzzo rappresenta un passo avanti rispetto alle ultime stagioni, ma continua a essere più restrittivo rispetto a quelli approvati da molte altre regioni italiane.
Preapertura
In preapertura si potranno cacciare soltanto i corvidi, Cornacchia grigia, Gazza e Ghiandaia nei giorni 5 e 6 settembre. Come di consueto, il prelievo potrà essere effettuato solo da appostamento e non sarà consentito all’interno delle aree Natura 2000.
Resta poco comprensibile la scelta di autorizzare appena due giornate di preapertura, rinunciando poi a una parte consistente del mese di gennaio. Per rispettare l’arco temporale massimo di caccia, infatti, la chiusura per i corvidi è stata fissata al 16 gennaio. Rispetto alla scorsa stagione c’è però almeno un miglioramento: il periodo ordinario di caccia a queste specie inizierà il 20 settembre, e non più il 1° ottobre.
Specie cacciabili e periodi di prelievo
La stagione inizierà ufficialmente il 20 settembre, terza domenica del mese, per Quaglia, Fagiano, Starna, Colombaccio e Corvidi. La maggior parte delle altre specie aprirà il 1° di ottobre. Si potrà cacciare per 3 giornate a scelta (con l’esclusione di martedì e venerdì) e la stagione terminerà il 31 gennaio, anche se per molte specie è prevista una chiusura anticipata.
Queste le specie cacciabili e i periodi di prelievo:
- Cornacchia grigia, Ghiandaia e Gazza 5 e 6 settembre e dal 20 settembre al 16 gennaio (a settembre e a gennaio solo d’appostamento)
- Colombaccio dal 20 settembre al 31 gennaio (a settembre e gennaio solo d’appostamento)
- Quaglia dal 20 settembre al 30 ottobre (gli ATC possono delimitare le zone in cui esercitare la caccia alla specie)
- Fagiano dal 20 settembre al 31 gennaio (a dicembre e gennaio solo in presenza di monitoraggi e piani di prelievo)
- Starna dal 20 settembre al 30 novembre (solo in presenza d’interventi di gestione attiva)
- Lepre dal 1° ottobre al 21 dicembre (limitazioni previste nelle aree di sovrapposizione tra Lepre europea e Lepre italica)
Merlo dal 1° ottobre al 31 dicembre - Coturnice dal 1° ottobre al 29 novembre (con limitazioni)
- Allodola dal 1° ottobre al 31 dicembre (nel Piano delle Cinque Miglia prelievo vietato agli extraregionali che utilizzano i permessi giornalieri)
- Alzavola, Canapiglia, Codone, Mestolone, Fischione, Germano Reale, Marzaiola, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione, Beccaccino e Frullino dal 1° ottobre al 20 gennaio (a gennaio in forma vagante solo in prossimità di corsi d’acqua, canali, fossi, risaie, aree umide ed entro 50 metri di distanza da questi)
- Beccaccia dal 1° ottobre al 20 gennaio (a gennaio solo negli ATC che fanno monitoraggi dei prelievi – nelle aree Natura 2000 chiude il 10 gennaio)
- Cesena e Tordo sassello dal 1° ottobre al 31 gennaio (a gennaio solo d’appostamento – nelle aree Natura 2000 è vietata la caccia al tordo sassello e quella alla Cesena termina il 10 gennaio)
- Tordo bottaccio dal 1° ottobre al 20 gennaio (a gennaio solo d’appostamento – nelle aree Natura 2000 la caccia termina il 10 gennaio)
- Volpe dal 1° ottobre al 31 gennaio (a gennaio solo in squadre organizzate)
Caccia al cinghiale
Il cinghiale potrà essere cacciato in forma collettiva (braccata e girata) e in forma individuale (appostamento, cerca senza cane e con cane limiere) dal 1° ottobre al 31 gennaio, nelle giornate di mercoledì, sabato, domenica e festivi infrasettimanali, senza nessuna limitazione di carniere.
Il nuovo calendario precisa che per la caccia in forma collettiva la giornata inizia con l’attività di tracciatura svolta con i cani per individuare le rimesse. Il posizionamento delle poste potrà invece avvenire a partire dalle ore 9 e soltanto successivamente potrà iniziare la braccata.
La caccia di selezione al cinghiale, invece, è consentita dal 1° febbraio 2026 al 31 gennaio 2027, da un’ora prima del sorgere del sole fino alle 24 (anche con l’utilizzo di strumenti per la visione notturna), a tutte le classi di età in entrambi i sessi, con l’utilizzo obbligatorio di munizioni senza piombo. Qui trovate tutte le informazioni sulla caccia di selezione al cinghiale in Abruzzo.
Nessun divieto sui tre valichi montani
Come abbiamo già anticipato, nel nuovo calendario non è stato riproposto il divieto di caccia entro 1.000 metri dai valichi di Forca di Penne, Olmo di Bobbi e Altopiano delle Cinque Miglia, introdotto nella precedente stagione.
La scelta è espressamente motivata nella delibera di approvazione. La Regione spiega che, dopo la modifica dell’articolo 21 della Legge 157/92 introdotta lo scorso anno, in attesa del decreto del MASE con cui saranno individuati i valichi da sottoporre a divieto, continuano ad avere rilievo soltanto i valichi individuati dalle Regioni e vigenti nella stagione 2023/2024. Poiché in Abruzzo, nella stagione 2023/2024, non risultavano valichi formalmente individuati, la Giunta ha rinviato al futuro decreto ministeriale la loro eventuale individuazione e la conseguente disciplina dell’attività venatoria.
Carnieri giornalieri e stagionali
I carnieri restano quindi invariati rispetto alla scorsa stagione. Ogni cacciatore potrà prelevare giornalmente 2 capi di selvaggina stanziale rispettando le seguenti limitazioni:
- Lepre: 1 capo giornaliero e 10 stagionali
- Fagiano e Starna: 2 capi giornalieri, 15 stagionali per il fagiano e 10 per la starna
- Coturnice: 1 capo giornaliero (il carniere stagionale è definito dai piani di prelievo vigenti nei Distretti di gestione per la caccia alla Coturnice)
- Volpe: 2 capi giornalieri e 50 stagionali
Per la selvaggina migratoria potranno essere prelevati 15 capi giornalieri con le seguenti limitazioni:
- Quaglia e Codone: 5 capi giornalieri e 25 stagionali
- Beccaccia: 5 capi giornalieri fino a dicembre, 2 capi giornalieri a gennaio, per un massimo di 20 capi stagionali
- Allodola: 5 capi giornalieri e 25 stagionali
- Colombaccio: 10 capi giornalieri
- Cesena, Tordo Sassello e Tordo bottaccio: 15 capi giornalieri
- Merlo: 5 capi giornalieri
- Cornacchia grigia, Gazza e Ghiandaia: 5 capi giornalieri e 50 stagionali
- Folaga e Gallinella d’acqua: 5 capi giornalieri
- Beccaccino, Alzavola, Fischione, Germano reale e Marzaiola: 8 capi giornalieri e 25 stagionali
- Porciglione: 2 capi giornalieri e 25 stagionali
- Canapiglia, Mestolone e Frullino: 5 capi giornalieri e 20 stagionali
Addestramento e allenamento dei cani
L’allenamento dei cani da caccia potrà iniziare il 22 agosto 2026, con un sensibile anticipo rispetto alla scorsa stagione, quando era consentito soltanto dal 1° settembre. Dal 22 al 31 agosto l’attività sarà consentita dall’alba fino alle ore 13. Dal 1° al 19 settembre sarà invece possibile allenare i cani dall’alba fino alle 18.30. Nelle aree Natura 2000 l’allenamento sarà consentito dal 1° al 30 settembre, nel rispetto delle specifiche misure di conservazione previste per ciascun sito.
Restano vietati l’allenamento e l’utilizzo dei cani nei giorni di silenzio venatorio, nelle colture erbacee intensive specializzate e da seme e nelle aree di sovrapposizione tra Lepre europea e Lepre italica indicate da ISPRA.
Aree Natura 2000 e munizioni in piombo
Nelle ZPS e nelle ZSC restano in vigore le misure di conservazione generali e sito-specifiche. La preapertura è vietata, così come è vietato il prelievo di Tordo sassello, Canapiglia, Codone, Frullino e Mestolone, con ulteriori limitazioni locali per Colombaccio, Cornacchia grigia, Gazza, Allodola e Cinghiale, soprattutto nelle aree di presenza dell’Orso bruno marsicano.
Inoltre, prima del 1° ottobre è vietato il prelievo di Marzaiola, Alzavola, Fischione, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione, Beccaccino e Beccaccia.
È vietato utilizzare e trasportare munizioni a pallini di piombo nelle zone umide e entro 100 metri dalle stesse. Nei siti Natura 2000, in caso di sparo in direzione di una zona umida, deve essere rispettata una distanza minima di 150 metri. È inoltre vietato utilizzare o trasportare munizioni contenenti piombo durante la caccia di selezione agli ungulati. Specifici divieti sull’impiego di munizioni a palla unica contenenti piombo restano in vigore nelle aree frequentate dal Grifone e all’interno dell’IBA 115 “Maiella, Monti Pizi e Monti Frentani”.
A questo link potete consultare il testo integrale del Calendario venatorio dell’Abruzzo 2026/2027, con tutte le disposizioni approvate dalla Regione.
