Lazio: Calendario Venatorio 2026/2027
Poche le novità, tra cui spicca il ritorno della Pavoncella. Resta il macchinoso sistema di contingentamento dei prelievi, basato sull’assegnazione preventiva dei capi. Nel complesso, si conferma un buon calendario.
Articolo – Lo scorso 15 giugno la Regione Lazio ha approvato il calendario venatorio per la stagione di caccia 2026/2027. Rispetto allo scorso anno le novità sono poche: torna cacciabile la Pavoncella (esclusivamente per i cacciatori autorizzati e nel rispetto di un contingente regionale di 593 capi); è stata riportata al 6 dicembre la chiusura per la Lepre; e per la Starna sono state introdotte condizioni più dettagliate per garantire la sostenibilità del prelievo.
Per il resto il calendario è invariato. Per ora nessuna preapertura (come accade ormai da due stagioni), apertura generale fissata alla terza domenica di settembre e chiusura al 31 gennaio per Beccaccia, Turdidi, Acquatici e Colombaccio. Resta anche il macchinoso sistema di contingentamento del prelievo per il Moriglione (che quest’anno sarà applicato anche alla Pavoncella): non sarà monitorato in tempo reale tramite app, come si fa in tutte le altre regioni, ma sarà gestito attraverso l’assegnazione preventiva dei capi da parte degli ATC ai cacciatori che ne faranno richiesta (qualora le richieste superassero il numero di capi disponibili, farà fede l’ordine cronologico di presentazione delle domande…)
Nel complesso è un buon calendario, con periodi di prelievo ampi, che potrebbe migliorare qualora venisse autorizzata la preapertura con una successiva delibera. Di seguito, tutti i dettagli del calendario venatorio 2026/2027 della regione Lazio.
Periodi di caccia e specie cacciabili
La stagione inizierà ufficialmente domenica 20 settembre e terminerà il 31 gennaio. La caccia sarà consentita per tre giorni a scelta ogni settimana, con l’esclusione di martedì e venerdì. Dal 1° ottobre ogni cacciatore residente nel Lazio potrà usufruire di 20 giornate gratuite per cacciare la selvaggina migratoria in tutti gli ATC regionali.
Queste le specie cacciabili e le date di apertura e chiusura:
- Quaglia dal 20 settembre al 31 ottobre
- Lepre dal 20 settembre al 6 dicembre
- Fagiano, Coniglio selvatico e Merlo dal 20 settembre al 31 dicembre
- Starna dal 1° ottobre al 30 novembre (solo nelle aree in cui è accertata la presenza di popolazioni stabilizzate – il prelievo non può superare il 15% della consistenza autunnale stimata)
- Allodola dal 1° ottobre al 31 dicembre
- Alzavola, Canapiglia, Codone, Fischione, Germano Reale, Marzaiola, Mestolone, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione, Beccaccino e Frullino dal 20 settembre al 31 gennaio
- Moriglione dal 20 settembre al 31 gennaio (carniere regionale 834 capi – richiesta obbligatoria all’ATC per accedere al prelievo)
- Pavoncella dal 20 settembre al 31 gennaio (carniere regionale 593 capi – richiesta obbligatoria all’ATC per accedere al prelievo)
- Colombaccio dal 20 settembre al 31 gennaio
- Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio e Tordo sassello dal 1° ottobre al 31 gennaio
- Cornacchia Grigia, Gazza e Ghiandaia dal 20 settembre al 31 gennaio
- Volpe dal 20 settembre al 31 gennaio
Cinghiale
Per quanto riguarda il Cinghiale, il prelievo sarà consentito dal 1° ottobre al 31 gennaio, per un massimo di 54 giornate complessive. Nelle zone vocate assegnate alle squadre autorizzate e nelle “Zone bianche” (zone non assegnate alle squadre autorizzate dove la caccia al cinghiale è consentita ai soli cacciatori non iscritti alle squadre) la caccia sarà consentita nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, ai quali si aggiunge la giornata inaugurale di giovedì 1° ottobre.
La caccia di selezione al Cinghiale resta invece subordinata all’approvazione da parte degli ATC di specifici piani di abbattimento, basati sui censimenti e sottoposti al parere vincolante dell’ISPRA.
Carnieri
Il carniere giornaliero massimo è fissato in 20 capi complessivi, fermo restando il limite di 3 capi complessivi tra Lepre, Starna, Beccaccia, Coniglio selvatico e Fagiano.
Per le singole specie sono previsti i seguenti carnieri giornalieri:
- 1 capo per Lepre europea e Starna;
- 2 capi per Moriglione, Beccaccia, Coniglio selvatico e Fagiano;
- 5 capi per Beccaccino, Alzavola, Canapiglia, Codone, Frullino, Marzaiola, Mestolone, Quaglia e Pavoncella;
- 10 capi per Allodola, Colombaccio, Fischione, Folaga, Germano reale e Tordo sassello;
- 20 capi per Cesena, Cinghiale, Cornacchia grigia, Gallinella d’acqua, Gazza, Ghiandaia, Merlo, Porciglione, Tordo bottaccio e Volpe.
Questi i carnieri stagionali previsti:
- 5 capi per Lepre europea e Starna;
- 10 capi per Moriglione;
- 20 capi per Beccaccia, Fagiano e Pavoncella;
- 25 capi per Beccaccino, Alzavola, Canapiglia, Codone, Frullino, Marzaiola, Mestolone e Quaglia;
- 50 capi per Allodola, Fischione e Folaga;
- 100 capi per Tordo sassello.
Per Moriglione e Pavoncella i limiti individuali restano comunque subordinati all’assegnazione effettuata dagli ATC, che potrà prevedere un numero di capi inferiore rispetto ai massimi indicati dal calendario.
Limitazioni nelle ZPS e munizioni in piombo
Nelle ZPS restano in vigore limitazioni specifiche. Nel mese di gennaio la caccia è consentita soltanto il giovedì e la domenica, da appostamento o in forma vagante, fatta eccezione per il prelievo degli ungulati. Nelle ZPS caratterizzate dalla presenza di corridoi migratori, valichi montani, isole e penisole rilevanti per la migrazione, l’apertura è posticipata al 1° ottobre, salvo la caccia agli ungulati. Nelle ZPS con zone umide, fino alla stessa data non è consentito il prelievo di Acquatici, Beccaccino, Frullino, Beccaccia, Moriglione e Pavoncella.
È inoltre vietato utilizzare munizioni a pallini di piombo all’interno di tutte le zone umide regionali e nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne. Restano ferme anche le disposizioni nazionali sulla detenzione di munizioni contenenti piombo nelle zone umide e nelle relative fasce di rispetto.
Addestramento e allenamento cani
L’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia è consentito dal 16 al 31 agosto dall’alba fino alle ore 11 e dal 1° al 17 settembre dall’alba fino alle ore 19, con l’esclusione delle eventuali giornate di preapertura.
Potrà essere svolto nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica, nei terreni liberi da colture in atto o incolti, per i quali non sussista il divieto di caccia e mantenendo una distanza non inferiore ai 500 metri dalle zone di tutela faunistica.
L’attività di addestramento resta vietata nelle aree critiche dei Monti Ernici, nell’area adiacente al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle ZSC espressamente indicate dal calendario, mentre nelle ZPS è consentita a partire dal 1° settembre.
Qui il testo integrale del calendario venatorio 2026/2027 della Regione Lazio
