Emilia Romagna: Stagione venatoria 2026-2027, c’è il via libera al calendario: ecco tutte le novità

Audizione in commissione Politiche economiche: apprezzata la tenuta giuridica e tecnica del piano. Resta il nodo del ricambio generazionale tra i cacciatori

caccia-cacciatore-2 Emilia Romagna: Stagione venatoria 2026-2027, c’è il via libera al calendario: ecco tutte le novità

Il mondo venatorio emiliano-romagnolo promuove a pieni voti la proposta del nuovo calendario per la stagione 2026-2027. Durante le audizioni in Regione, le associazioni hanno espresso soddisfazione per un documento definito tecnicamente solido e capace di reggere eventuali ricorsi legali. L’apertura generale della caccia è prevista da domenica 20 settembre 2026 a domenica 31 gennaio 2027. La preapertura è programmata dal 2 al 17 settembre 2026 per specifiche specie (cornacchia, gazza, ghiandaia e colombaccio). È quanto è emerso nel corso della commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla che ha audito Cristian Maffei (Arcicaccia), Nello Baldini (Enalcaccia), Luca Pietranera (Eps), Dante Gianfredi (Federcaccia), Roberto Fabbri (Liberacaccia), Moreno Morganti (Urca), Anuu e Italcaccia.

Il calendario definitivo, per l’anno 2026-2027, verrà approvato dalla giunta una volta svolte tutte le attività necessarie. Nel complesso le associazioni hanno elogiato le modalità con cui la Regione Emilia-Romagna gestisce il calendario venatorio, sottolineando come le scelte di viale Aldo Moro, nel recente passato, siano risultate vincenti anche in alcuni contenziosi in sede legale. Il presidente Quintavalla ha parlato di “un momento importante di partecipazione e ascolto: attraverso l’audizione, la commissione raccoglie il punto di vista delle principali associazioni venatorie prima dell’adozione del calendario annuale”.

La posizione delle associazioni

Roberto Fabbri (Liberacaccia) nel ringraziare i tecnici per il buon lavoro svolto negli ultimi anni, ha evidenziato come “la Regione Emilia-Romagna abbia dato prova di essere tra le uniche che riesce a redigere documenti esaustivi, e lo dimostrano anche alcuni recenti ricorsi che si sono conclusi sempre a favore della Regione. Il lavoro svolto è positivo e l’auspicio è che anche altre Regioni prendano esempio dalla nostra”.

Gianpiero Bondi (Enalcaccia) si è detto “soddisfatto del lavoro svolto negli ultimi anni: si tratta di un calendario che ha accolto una serie di istanze, auspichiamo che altre vengano accolte da Ispra e dal Comitato tecnico nazionale”.

Cristian Maffei (Arcicaccia) ha parlato di un calendario tecnicamente equilibrato “anche nella quantità del prelievo e sotto il profilo giuridico. Laddove altre Regioni sembrano essersi arrese – afferma – il lavoro di questa Regione rappresenta un elemento di orgoglio, una strada su cui proseguire per mantenere questa qualità”.

Luca Pietranera (Eps) ha evidenziato come queste audizioni siano positive. “Ci auguriamo che queste interlocuzioni diventino una tradizione – afferma -. Questo è un mondo che parla a tre voci: c’è la Regione, c’è la parte tecnica dell’Ispra che conosce gli aspetti biologici, e c’è l’esperienza delle associazioni venatorie sul territorio che consentono che le scelte abbiano concreta applicazione. A inizio marzo abbiamo inviamo un documento in cui suggerivamo un’integrazione al calendario, per avvicinarlo al modello mitteleuropeo dal punto di vista del prelievo degli ungulati”. © RavennaToday

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