Caccia in spiaggia, Fallucchi si difende: “Mio emendamento distingue aree del demanio marittimo”

La senatrice Fallucchi difende l’emendamento 6.71 sulla pianificazione venatoria: “Non autorizza la caccia sulle spiagge, tutela le zone umide costiere”
Articolo – La senatrice Anna Maria Fallucchi, è tornata sull’argomento dell’emendamento 6.71, da lei presentato e approvato in commissione, al centro di un acceso dibattito pubblico. L’obiettivo dichiarato è chiarire le finalità reali della norma, che secondo l’esponente dei Fratelli d’Italia originaria di San Nicandro Garganico, è stata oggetto di una narrazione distorta.
La smentita sulla “caccia in spiaggia”
Fallucchi mette subito le cose in chiaro: “L’emendamento non autorizza la caccia sulle spiagge balneari e non elimina alcuna norma di sicurezza”. Per questo, la senatrice definisce “fuorviante” la lettura secondo cui il provvedimento aprirebbe le spiagge all’attività venatoria, precisando che la norma “non modifica i vincoli esistenti, non interviene sulle aree protette e non mette in discussione le tutele ambientali previste dalla normativa nazionale ed europea”.
Lo scopo sarebbe quello di evitare che l’intero demanio marittimo venga escluso automaticamente dalla pianificazione faunistico-venatoria. Una esclusione generalizzata che, secondo la parlamentare, finirebbe per equiparare realtà molto diverse tra loro.
Demanio marittimo, non solo spiagge turistiche
Il punto centrale della difesa della senatrice garganica riguarda la distinzione tra tipologie di aree che rientrano nel demanio marittimo. “Quando si parla di demanio marittimo, non si parla soltanto di arenili e stabilimenti balneari”, sottolinea. “Si parla anche di lagune, foci fluviali, zone umide costiere, valli da pesca e habitat naturali che necessitano di attività di gestione, monitoraggio e pianificazione.”
La senatrice richiama in particolare il contesto della Capitanata e del Promontorio del Gargano, territorio che conosce direttamente: laghi costieri, zone umide, habitat dell’avifauna migratoria; che a suo avviso richiedono strumenti di gestione specifici e non “divieti generalizzati che non distinguono una spiaggia turistica da una laguna o da una zona umida”.
Il problema cinghiali e la gestione faunistica
A sostegno della norma, Fallucchi cita anche la questione della proliferazione dei cinghiali, con conseguenti danni alle colture agricole e rischi per la sicurezza stradale. Un problema che, sottolinea, “agricoltori e amministratori locali conoscono molto bene” e che richiede, a suo avviso, pianificazione e non soluzioni approssimative.
La senatrice conclude rivendicando la paternità dell’emendamento e annuncia che continuerà a sostenere “il mondo venatorio responsabile, gli agricoltori, gli allevatori e tutte quelle comunità che chiedono una gestione equilibrata della fauna selvatica, lontana dagli estremismi e vicina ai bisogni reali dei territori”.
