In Veneto ritorna la caccia in deroga: da ottobre si spara a fringuelli e storni
Autorizzati oltre 70 mila abbattimenti. L’assessore regionale Corazzari: «Scelta supportata da dati»
Articolo – Il nuovo calendario venatorio è stato pubblicato dopo l’approvazione della giunta Zaia avvenuta mercoledì, come anticipato nei giorni scorsi al nostro giornale dall’assessore Cristiano Corazzari. A distanza di 24 ore, è arrivata un’altra novità destinata a far discutere: «Dal 1° ottobre – dichiara – si potrà tornare a sparare, in deroga, a fringuelli e storni. Non accadeva dal 2013».
L’ufficializzazione del riparto è avvenuta ieri a Roma, nel corso della Conferenza Stato-Regioni. Per il Veneto è stato autorizzato l’abbattimento di 29.842 storni e 70.123 fringuelli. Immediate le reazioni: esulta il consigliere Joe Formaggio (FdI) che a inizio anno aveva avviato una raccolta firme tra colleghi del Ferro Fini per una lettera di sollecito al Ministero per il ripristino alle deroghe. Forte condanna, invece, dal mondo ambientalista e da Europa Verde che annunciano battaglia.
Tornano le deroghe
A livello nazionale, per il 2025 potranno essere abbattuti 581.302 fringuelli e 230.242 storni, distribuiti tra le Regioni che ne hanno fatto richiesta in base al numero di cacciatori residenti. Il Veneto è tra quelle con le quote più alte: è al quarto posto per numero di fringuelli (dopo Toscana con 119.847, Lombardia e Lazio) e al terzo per lo storno (dopo Lombardia con 41.500 e Lazio).
La ripartizione tiene conto del parere dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che ha definito le “piccole quantità” compatibili con la conservazione delle specie. Si tratta di una novità rilevante: Ispra è tornata a esprimersi dopo una lunga sospensione, a seguito di una sentenza della magistratura. Senza una quantificazione scientifica, infatti, le deroghe risultavano impraticabili. E così nei mesi scorsi Ispra ha comunicato i dati aggiornati, permettendo alle Regioni di avanzare richiesta.

