“Cacciatori, occhio al virus delle lepri”

Articolo – Domenica si apre la nuova stagione venatoria. Una data segnata di rosso sul calendario dei cacciatori polesani iscritti ai tre Ambiti territoriali nei quali è suddivisa la provincia di Rovigo: Polesine Occidentale, Polesine Centrale e Delta del Po.

A poche ore dall’inizio dall’apertura della caccia, però, una presenza non troppo rassicurante, anche se non per l’uomo ma solo per i conigli: sul territorio polesano, infatti, sono state trovate negli ultimi tempi alcune lepri risultate contagiate dalla mixomatosi, una patologia animale considerata endemica da oltre 60 anni su tutto il territorio nazionale, anche se per le lepri sembra essersi manifestato solo nell’ultimo decennio. Nel decreto emesso a gennaio dal Ministero della Salute sulle malattie animali di rilevanza nazionale, la mixomatosi è stata classificata di categoria E. Questa categoria prevede principalmente l’obbligo di sorveglianza all’interno dell’Unione Europea, ma non misure di eradicazione drastiche e immediate come per le malattie di categoria A. Anche perché, appunto, non si trasmette ad altre specie. Né, tanto meno, all’uomo.

Precauzionalmente, Lorenzo Carnacina presidente dell’Ambito Ro3 Delta del Po ha inviato ai propri iscritti il seguente messaggio: “Comunico ufficialmente che nel nostro Atc, come in diversi Atc del Veneto, è stato riscontrato il diffondersi della mixomatosi tra le lepri. La malattia sembra non sia trasmissibile all’uomo o ad altri animali se non ai conigli. Tuttavia è sconsigliato il consumo delle carni dei soggetti ammalati. Le autorità competenti sono state informate e appena avrò aggiornamenti farò un nuovo comunicato”. Per la caccia, spiega lo stesso Carnacina, “non ci sono limitazioni”, ma solo un’indicazione alla vigilanza”. Sostanzialmente, segnalare eventuali ritrovamenti di lepri o conigli selvatici contagiati.

Questo virus è trasmesso principalmente da insetti ematofagi come zanzare, pulci o zecche, motivo per cui compare con particolare frequenza nei mesi estivi, e si manifesta con un gonfiore estremo delle palpebre, ma anche di orecchie e labbra: questi cosiddetti “mixomi” provocano lacrimazione purulenta e impediscono all’animale di alimentarsi, provocandone la morte. Anche se risulta innocuo per l’uomo, è comunque sconsigliato precauzionalmente il consumo degli animali infetti.

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