Parliamo di Caccia

Parliamo di Caccia

La caccia – la cosa più naturale di questo mondo!

La caccia in senso lato è uno strumento per la conservazione e la promozione della biodiversità, basato sul principio dell’equilibrio tra le popolazioni selvatiche e il biotopo. In questo modo si promuovono, da un lato, le specie animali svantaggiate e dall’altro si prevengono e limitano i danni causati dalla fauna selvatica a vegetazione, altri animali e persone. La caccia contribuisce in modo sostanziale alla sanità della fauna selvatica e mette a disposizione della società pregiati prodotti naturali, come gustosi piatti a base di selvaggina.

 I cacciatori trascorrono volentieri il loro tempo libero nella natura osservando la fauna selvatica, fornendo così un contributo essenziale al loro monitoraggio sistematico. Si impegnano attivamente per la cura degli habitat e per la protezione degli animali selvatici da fattori di disturbo. Rispettano la dignità degli animali e agiscono con consapevolezza e senso di responsabilità. I cacciatori condividono con la famiglia e amici il bottino. I cacciatori lavorano molto volentieri con i cani; molte razze sono state allevate nel corso dei secoli per questo scopo e fanno oggi parte del nostro patrimonio culturale.

La caccia è una delle tradizioni più antiche dell’umanità. Il difficile confronto degli uomini primitivi con la fauna selvatica, parte importante della loro alimentazione, è stato un fattore fondamentale dell’evoluzione umana. Questa tradizione continua a svilupparsi continuamente mantenendosi al passo con i tempi. La caccia moderna è sostenibile: tiene conto delle esigenze ecologiche, sociali ed economiche e viene pianificata ed esercitata in base a criteri scientifici (vedi gestione della fauna selvatica).

Inoltre ultimamente la sinergia didattica fra una consigliera in Regione Lombardia per Fratelli d’Italia e l’assessora all’Istruzione e al Lavoro della Regione Veneto, Donazzan, hanno formulato la proposta di insegnare la caccia a scuola: “L’arte venatoria insegnata a scuola porterebbe ad un’interdisciplinarietà delle materie, ad un collegamento tra scienze, botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e perché no anche storia. Abbiamo molto da raccontare”…