Istanza sulla caccia, Pedini Amati: “Grande miopia vietare la braccata al cinghiale a San Marino”
Il Segretario al Turismo commenta l’approvazione dell’Istanza animalista e lancia la frecciata: “Non si possono chiedere i voti ai cacciatori per poi lasciarli al loro destino”
Articolo – Prosegue, sui social e nel paese, il dibattito dopo le istanze d’Arengo in tema di caccia discusse in Consiglio Grande e Generale. In particolare quella per il divieto della braccata al cinghiale approvata nonostante il parere contrario del governo.
Ad intervenire oggi è il Segretario di Stato al Turismo Federico Pedini Amati, tirato in ballo più volte durante il dibattito consiliare per essere stato presente alla battuta di Cailungo del 19 gennaio di quest’anno.
“Le volontà del Consiglio Grande e Generale – scrive sui suoi canali social – si rispettano sempre perché è l’organo principe e sovrano di questo Stato. Ma le strumentalizzazioni di nuovo di pochi soggetti sparuti di Repubblica Futura sono quanto di più basso e becero possa accadere in politica”.
Il Segretario respinge al mittente le accuse di aver “piegato le leggi a suo favore o ancor peggio suggerito strade a dirigenti pubblici: cosa che non ho mai fatto” sentenzia. Nel merito Pedini Amati dichiara che “togliere la braccata al cinghiale nella Repubblica di San Marino sia una grande miopia di fronte ai grandi danni provocati dai tanti, troppi cinghiali soprattutto concentrati in numero sproporzionato in tante aree del territorio. Per non parlare poi dei possibili incidenti stradali che mi auguro non siano gravi in futuro. A chi parla di sterminio, di mattanza, di crudeltà, non sa neppure quello che dice. I cacciatori – continua – sono le uniche e più preparate persone che possono fare tali prelievi venatori in sicurezza al di là delle strumentalizzazioni legate ad un colpo finito in una finestra SOLO PERCHÉ ALLA BRACCATA HO PARTECIPATO ANCHE IO”.
“Non sono e non sarò mai d’accordo – aggiunge – con chi, al solo fine della strumentalizzazione e di quattro mi piace su Facebook, attaccano e offendono i cacciatori che praticano questo tipo di prelievo venatorio fino a ieri assolutamente lecito e legale”.
Pedini Amata invita poi l’Apas a “non festeggiare di fronte a un momento sfavorevole per i cacciatori che, rispettando le leggi, si sono sempre comportati correttamente“. Infine l’esortazione ai “capitani coraggiosi di casa mia” di “essere coerenti con se stessi: non si possono chiedere i voti ai cacciatori per poi lasciarli al loro destino perché in un dato momento l’opinione pubblica gli è contro non per colpa di tutti loro. Non chiedeteli neppure a me a tendere”.


